martedì 23 febbraio 2010

Viaggiatori italiani dell'800 in America Latina


Fino al 19 aprile, al Museo Nazionale Preistorico Etnografico "Luigi Pigorini" di Roma, la mostra realizzata grazie al contributo di Enel Green Power


Perù, Ecuador, Messico, Brasile, Paraguay, Argentina: le civiltà di questi territori sono al centro di "Viaggiatori italiani dell'800 in America Latina", la mostra inaugurata il 19 febbraio al museo nazionale preistorico etnografico "Luigi Pigorini" di Roma e realizzata grazie al contributo di Enel Green Power. Nell'ambito delle celebrazioni organizzate in Italia per il bicentenario dell'indipendenza dei Paesi dell'America Latina, la mostra è stata organizzata in collaborazione con il ministero degli Affari Esteri.

All'inaugurazione era presente il sottosegretario agli Esteri, Vincenzo Scotti: "L'Italia vuole partecipare alle celebrazioni dell'indipendenza di questi Paesi con grande rispetto e consapevole del tributo che l'Europa deve al continente. La prossima settimana, infatti, ci sarà la presentazione del programma di queste celebrazioni e da lunedì sarà visibile anche su internet".

Con Scotti, anche l'ambasciatore del Costa Rica, Federico Ortuno Victory, il ministro plenipotenziario dell'ambasciata dell'Argentina, Eduardo Varala, e rappresentanti delle ambasciate del Perù e della Colombia.

"Questa mostra - ha aggiunto Scotti - rappresenta l'amore italiano verso quel mondo. La politica deve guardare con umiltà ai processi di libertà vissuti da quei Paesi. È giusto sottolineare quanti italiani straordinari hanno affiancato la loro lotta".

L'esposizione, aperta fino al 19 aprile, si sofferma su alcuni personaggi che, per la loro traiettoria di vita o per l'importanza scientifica della loro opera, hanno lasciato un’impronta nell'antropologia e nell'etnografia.

Alessandro Malaspina, Enrico Hillyer Giglioli e Giacomo Bove hanno visitato zone dell'America al seguito di spedizioni ufficiali. Padre Illuminato Coppi e Guido Boggiani, uno missionario e l'altro pittore, possono essere considerati viaggiatori-scienziati. Al pari di Gaetano Osculati, che ha viaggiato nel Rio delle Amazzoni; Antonio Raimondi, che fa del Perù la sua patria; ed Ermanno Stradelli, geologo ed etnologo che dedica la sua vita alle etnie del Vaupes.

Parte dell'esposizione è dedicata ad oggetti provenienti dalle aree dell'America Latina dove i viaggiatori italiani operavano. Spiccano, tra gli altri, i tessuti peruviani, gli ornamenti plumari delle culture amazzoniche, le ceramiche dei popoli del Chaco e gli utensili e gli imbarcazioni dei Fuegini.

Fonte Enel

Nessun commento:

Posta un commento